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I segnali di sicurezza per la prevenzione di infortuni

di Pierpaolo Masciocchi

Lo scorso 2 febbraio 2017 è entrata in vigore la norma UNI EN ISO 7010:2017, che contiene una raccolta di simboli armonizzati e prescrive i segnali di sicurezza da utilizzare nella prevenzione degli infortuni, nella protezione dal fuoco, per l'informazione sui pericoli alla salute e nelle evacuazioni di emergenza.

Si evidenzia che la forma e il colore di ogni segnale di sicurezza sono conformi alla norma ISO 3864-1 e la progettazione dei segni grafici è conforme alla norma ISO 3864-3.

La nuova norma è applicabile a tutti i siti in cui le questioni legate alla sicurezza delle persone necessitano di essere poste. Comunque, non è applicabile ai segnali utilizzati nel traffico ferroviario, stradale, fluviale, marittimo e aereo e, in generale, in quei settori soggetti a una regolamentazione che può differire in alcuni punti della presente norma e della serie ISO 3864.

La norma specifica gli originali dei segnali di sicurezza che possono essere ridotti o ingranditi per esigenze di riproduzione e di applicazione.

Si evidenzia anche che rispetto al D.Lgs. 81/2008, la norma UNI EN ISO 7010:2017, presenta alcune differenti rappresentazioni grafiche. In tal senso, si richiama l'attenzione sul loro significato equivalente, oltreché sulla loro valenza in rapporto proprio con i pittogrammi presenti nell'Allegato XXV del D.Lgs. 81/2008 e nella Direttiva 92/58/CEE.

Dal confronto emerge chiaramente che la differenza fra i simboli utilizzati dalla norma UNI EN ISO 7010:2017 non equivocano il significato, rendendo equivalenti, al fine del loro utilizzo in ambito nazionale, i simboli.

Fonte: www.ilsole24ore.it

La partecipazione dei lavoratori nella gestione della sicurezza

In che modo le imprese organizzano la partecipazione dei lavoratori alla gestione della sicurezza e della salute sul lavoro? Sono presenti strutture formali di rappresentanza dei lavoratori oppure questi ultimi si stanno impegnando in una maggiore partecipazione diretta? Per saperne di più, confronta i risultati dello studio qualitativo dell’EU-OSHA sulla partecipazione e la consultazione dei lavoratori nelle questioni di sicurezza e salute sul lavoro, che fa seguito all’indagine ESENER-2 condotta tra le imprese.

La partecipazione dei lavoratori nella gestione della sicurezza e della salute sul lavoro: prove qualitative fornite dall’ESENER-2

Lo studio si occupa della rappresentanza degli interessi dei lavoratori nel settore della salute e della sicurezza così come percepita dai rappresentanti stessi, dai loro colleghi lavoratori e dai rispettivi datori di lavoro e dirigenti. Si avvale di interviste in profondità con questi partecipanti in 143 imprese di sette Stati membri dell’UE: Belgio, Estonia, Grecia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Svezia.

Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di imprese che hanno partecipato all’indagine ESENER-2. Sono state selezionate imprese appartenenti in pari numero a tre importanti settori (settore privato della produzione, settore pubblico e settore privato dei servizi) e di tre diverse dimensioni (piccole, medie e grandi imprese). L’analisi si è avvalsa di una revisione della letteratura e di altre interviste con informatori presso organizzazioni chiave, oltre che di un’ulteriore analisi quantitativa dei dati pertinenti forniti dall’indagine ESENER-2.

Leggi il comunicato stampa

Leggi la relazione, la sintesi e sette relazioni nazionali

Esamina i risultati dell’indagine tra le imprese tramite il quadro operativo online

Fonte: Eu-Osha

Fonte: www.puntosicuro.it

Conviene investire in sicurezza? Sì, ma…

Gli imprenditori, in particolare delle PMI (Piccole e Medie Imprese), spesso non hanno la consapevolezza di quali e quanti siano i costi legati alla non-sicurezza. È possibile far variare la loro percezione? In quale modo?

E’ stato pubblicato sulla piattaforma dell’Università di Torino il numero 1 della rivista on line PinC Prevenzione in Corso – Giornale di metodi e pratiche per le tecniche della prevenzione, curato dal Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro dell’Università degli Studi di Torino.

Pubblichiamo un estratto di un articolo pubblicato sulla rivista.

Conviene investire in sicurezza? Sì, ma…

INTRODUZIONE: gli imprenditori, in particolare delle PMI (Piccole e Medie Imprese), spesso non hanno la consapevolezza di quali e quanti siano i costi legati alla non sicurezza. È possibile far variare la loro percezione? In quale modo?

OBIETTIVO: descrivere uno studio pilota volto a valutare l’atteggiamento tra gli imprenditori, in particolar modo delle PMI, sui possibili ritorni economici derivanti da investimenti su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (SSL) a fronte delle conseguenze della mancata sicurezza.

METODI: si sono individuati due applicativi di analisi dei costi della non sicurezza e con i metodi della ricerca qualitativa, si sono messi a punto gli strumenti di indagine sperimentandoli in un contesto reale.

RISULTATI: gli interlocutori interpellati, benché avessero approcci differenti della sicurezza sul lavoro, non sarebbero stati in grado di stimare i costi della mancata sicurezza.

DISCUSSIONE: gli applicativi si sono dimostrati buoni strumenti di sensibilizzazione ma non di calcolo, richiedendo alcuni interventi migliorativi.

 […]

MATERIALI E METODI

Di seguito si riportano le principali articolazioni dello studio:

Si sono ricercati strumenti in grado di stimare i costi della non sicurezza e si sono scelti due applicativi adatti alla sperimentazione:

− il software INAIL Co&Si (12,13,14) (proposto da INAIL elaborato da CSA e CONTARP) consente di stimare, il costo assicurativo sostenuto (INAIL e non), il costo prevenzionale per l'adozione di misure di prevenzione e protezione dei lavoratori, il costo legato ad eventi infortunistici in azienda e la stima sulla riduzione dei costi in termini di risparmio economico che l'azienda potrebbe ottenere con una buona gestione della politica della SSL. Per effettuare questa stima viene richiesto all’utente di compilare tre schede di dati aziendali, dati prevenzionali e dati infortunistici dell’azienda. Sono automaticamente presi in considerazione i dati pregressi della singola azienda registrati all’INAIL (premio assicurativo, numero di infortuni, ecc). Ciò permette, insieme ai valori richiesti, di affinare la stima risultante dal processo, rendendola il più affine possibile alla reale situazione aziendale.

− il software OSHA’s Safety Pays Program (15,16,17) (proposto da OSHA - Occupational Safety and Health Administration) utilizza il margine di profitto aziendale, i costi medi di un infortunio o di una malattia professionale e un moltiplicatore (costi indiretti) per stimare la quantità di vendite che un’azienda dovrebbe generare per coprire tali costi. Il programma va inteso come strumento per aumentare la consapevolezza di quanto gli infortuni e le malattie professionali possono influenzare sulla redditività di un’azienda, piuttosto che come ausilio al calcolo dettagliato dei costi di infortuni e malattie professionali di un’azienda.

[…]

CONCLUSIONI

Migliorare la sicurezza significa intraprendere un percorso dinamico, in continua evoluzione, volto a ridurre i rischi e aumentare la produttività. Tuttavia, le aziende italiane operano da diversi anni in una situazione di crisi economica che lascia poco spazio agli investimenti rivolti al miglioramento della sicurezza.

Questo studio pilota conferma quanto già riportato in letteratura ossia che nelle aziende, in particolar modo tra le PMI, manca una reale percezione dei costi derivanti dalla mancata sicurezza.

Gli applicativi qui testati sono utili, in primo luogo, per sensibilizzare gli imprenditori sulle conseguenze della mancata sicurezza e, in seconda battuta, per stimolarli a investire maggiormente in sicurezza. Tuttavia, sono ampiamente migliorabili.

Oltre a un numero campionario rappresentativo, gli approfondimenti successivi potrebbero riguardare la progettazione e lo sviluppo di un applicativo che soddisfi specifiche e criteri già emersi in questo lavoro. Un buon punto di partenza potrebbe essere un software sviluppato ad hoc individuato nel corso di questo studio ma non sperimentato.

Nel corso dell’esperienza lavorativa successiva alla laurea in un’azienda del comparto siderurgico, è stato possibile sperimentare il coinvolgimento del Servizio di Prevenzione e Protezione nella fase di progettazione di una nuova linea di lavoro. Ciò costituisce un esempio concreto di applicazione dell’approccio Prevention through Design (PtD) (21,22) che richiede proprio l’integrazione della sicurezza di un impianto sia in fase di progettazione sia durante il suo ciclo di vita. Al momento non sono disponibili indicatori, ma si intende verificare l’efficacia dell’intervento con la raccolta e l’elaborazione di dati da confrontare con situazioni preesistenti.

Per numero di casi analizzati e per modalità di validazione, lo studio qui proposto va inteso come sperimentazione ma l’esperienza maturata suggerisce di prevedere la collaborazione strutturata di più ricercatori in contemporanea.

Questo lavoro, infatti, ha potuto usufruire solo in parte di quest’opportunità, ma si sono intuiti

risvolti promettenti. Gli autori sono disponibili a trasmettere materiali ed esperienze sviluppate durante lo svolgimento dello studio.

Simone Gaida (Consulente tecnico in materia di salute e sicurezza presso la società CRAB MEDICINA AMBIENTE Srl di Biella)

Camilla Bunino (ArcelorMittal CLN Distribuzione Italia srl – Servizio di Prevenzione e Protezione)

Osvaldo Pasqualini, Giuseppe Costa (SC a DU Servizio Sovrazonale di Epidemiologia, ASL TO3-Regione Piemonte)

Leggi l’intero articolo:  Conviene investire in sicurezza? Sì, ma… (pdf)

Fonte: www.puntosicuro.it

Nuova proroga per la formazione e l'aggiornamento dei conducenti di macchine agricole: ecco le nuove scadenze

Con l'articolo della legge di conversione del cosiddetto "Decreto Milleproroghe" (Decreto Legge 30 dicembre 2016, n. 244), pubblicata in G.U. il 28 febbraio e che riportiamo sotto, vengono nuovamente prorogati i termini per l'entrata in vigore delle disposizioni sul patentino, ovvero l'obbligo di abilitazione all'uso delle macchine agricole. Ricordiamo che il Decreto Legislativo 81/2008 prevede che chiunque utilizza trattori agricoli e forestali debba essere in possesso di una formazione ed addestramento adeguati e specifici, tali da consentire l'utilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone.

Con quest'ultima proroga, tuttavia, l'entrata in vigore dell'obbligo di formazione rispetto alle macchine agricole viene rimandato al 31 dicembre 2017, mentre il termine di effettuazione dei corsi di aggiornamento per coloro che - come da punto 9.4. dell'Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 - abbiano dimostrato di avere condotto macchine agricole per almeno due anni alla data di entrata in vigore dell'Accordo stesso (12 marzo 2013), è ora fissato al 31 dicembre 2018.

2-ter. Il termine per l'entrata in vigore dell'obbligo dell'abilitazione all'uso delle macchine agricole, in attuazione di quanto disposto dall'accordo, sancito dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nella seduta del 22 febbraio 2012, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, concernente l'individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi e i requisiti minimi di validità della formazione, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12 marzo 2012, è differito al 31 dicembre 2017. Entro dodici mesi da tale data devono essere effettuati i corsi di aggiornamento, di cui al punto 9.4 dell'Allegato A al suddetto accordo del 22 febbraio 2012.

Cremona, 02/03/2017

Normativa Antisismica e Decreto 81: il nostro servizio di Valutazione delle Strutture

In ordine alla normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, viene indicato come a carico del Datore di Lavoro l'obbligo di effettuare una valutazione di tutti i rischi aziendali (art. 17 e 28).

I luoghi di lavoro devono essere conformi (art. 63, comma 1) e gli edifici che ospitano i luoghi di lavoro devono essere stabili e possedere una solidità che corrisponda al tipo di impiego e alle caratteristiche ambientali (e quindi anche il sisma) (allegato IV, punto 1.1.1) quindi devono essere sottoposti a regolare manutenzione tecnica atta a eliminare i difetti rilevati che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori (art. 64 comma 1, lettera c)).

A tal fine Bio-Tech è attrezzata per compiere una valutazione della sicurezza delle strutture che possono tradursi eventualmente nella necessità di attivare diverse categorie di interventi: adeguamento, miglioramento, riparazione o interventi locali.

Per maggiori approfondimenti vedere la scheda tecnica completa: Valutazione Strutture Industriali: scheda tecnica

Rimaniamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cremona, 14/02/2017